Musicista e Insegnante di Arte, Sonakine ci racconta la cultura nera tramite “Ritual” (Birth of an idea)

1 – Voglio sapere tutto di Ritual …

Per me ogni cosa ha un proprio rituale, produrre musica, mi fa calare in una sorta

di trance mistica, riesco ad entrare in alcuni automatismi inconsci, non controllati dalla ragione, bensì dall’istinto. Tutto fluisce nel tutto come nella meditazione ed è un processo che al massimo consumo in qualche ora, in questo lasso di tempo può accadere qualsiasi cosa e non riesco ad abbandonare quel “figlio” creativo prima che sia nato. Questo è per me ciò che si è cercato di comunicare nel video, ma soprattutto nell’LP.

2 – Quali sono i simbolismi presenti nel video? Cosa rappresenta la donna, cosa rappresenta l’immagine che viene dipinta? Perché questi colori predominanti?

Nel video si cerca di rappresentare uno stato di trance su un mantra musicale… La ragazza con abiti soul e occidentali cerca di tornare all’essenza primordiale tramite la body art che molti popoli hanno sempre praticato… le immagini dipinte sono del mio amico e grande artista El Nigro che col suo gesto, accentua il rituale, inserendo un simbolo comune a tutte le culture ovvero il teschio, che esorcizza il concetto di morte dando un chiaro riferimento anche a Napoli ed al suo rapporto con questo tema… dal cimitero delle fontanelle alle catacombe di San Gennaro si pensi all’opera “Spiriti di madreperla” di Rebecca Horn in Piazza del Plebiscito… l’idea di lasciare un segno, qualcosa di estremamente pensato e ragionato che possa essere visto o ascoltato anche dopo la vita terrena di chi lo ha concepito.

3 – Cosa ti ha ispirato nella realizzazione di questo video? Immagino che sia significativo il fatto che insegni arte …

Diciamo fondamentale… sono laureato in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Napoli, amo la Storia dell’Arte da sempre e da circa dieci anni la insegno assieme al disegno, essendo docente di Arte e Immagine nelle scuole medie.

La prima cosa che ricerco è un appagamento dato da una gradevolezza ed un equilibrio estetico il quale, a sua volta, abbia una logica ed un pensiero a monte che lo sorregga e lo argomenti. Questo è un discorso che secondo me vale per qualsiasi tipo di creazione artistica.

4 – Lo hai fatto vedere ai tuoi studenti?

Sì, l’ho mostrato ed è piaciuto! I ragazzi sono molto ricettivi, mi stimano ed io cerco di trasmettere loro quanto più posso senza mai risparmiarmi, sono la mia linfa vitale, mi mantengono fresco mentalmente e mi suggeriscono spesso spunti interessanti.

5 – Domanda un pò particolare … Come cerchi di insegnare l’Arte?

Cerco sempre di trasferire il concetto che l’Arte è tra noi, ci circonda e possiamo far si che esca allo scoperto grazie alla passione ed alla curiosità, se poi ci mettiamo anche un pizzico di creatività e sensibilità si riescono a sintetizzare dei concetti che all’ occhio nudo o all’orecchio, possono sembrare banali o scontati perchè parte integrante del quotidiano… il focus che dovrebbero sempre tenere a mente è quello di ricontestualizzare per interessare.


6 – Se parliamo di Hip Hop invece … di Black Music … che messaggio speri che arrivi alla gente, soprattutto alle nuove leve?

Due messaggi che per me sono i fondamentali e che io stesso ho ricevuto da piccolo: Peace, Unity, Love and Having fun!!! E sicuramente “Each one teach one”

 

7 – “Ritual” fa parte del tuo primo disco solista da produttore :”Birth of an idea”. Come mai arriva dopo così tanto tempo un prodotto del genere? Cosa rappresenta per te?

Birth of an Idea” l’ho concepito come un concept album, un viaggio mentale di circa trenta minuti pensato, progettato e realizzato in più di due anni e rappresenta, dopo il background che ho stratificato in venti anni di musica, un momento di evoluzione personale ed artistica, un punto di arrivo ma allo stesso tempo di partenza per nuovi stimoli creativi.

 

8 – Perché un punto di arrivo e di partenza? Cosa c’é dentro a livello sonoro ?

Un punto di arrivo perchè rispetto al mio modo di fare e produrre “convenzionale” c’è molta sperimentazione, una fusione con strumenti suonati che rendono il tutto molto più organico e fluido per chi ascolta. Di partenza invece perchè da qui in poi ci sono milioni di strade da percorrere, la sfida sarà capire quale di queste intraprendere per i progetti futuri.

9 – Qualcosa sul titolo e sulla copertina?

Questo disco è la mia visione dell’Arte e della creatività in generale, per me un’idea è come una persona, nasce e vive una vita propria. E’ la concettualizzazione di un bisogno fisiologico naturale che nell’artista dovrebbe essere quello di esprimersi e comunicare la propria interiorità ed ho cercato, oltre che musicalmente, di racchiudere questa mia visione in un pensiero che in poche parole è riportato sul retro della copertina del disco: “The creative mind, after giving birth to its idea, already looks forward to repeating the process”. La grafica è stata realizzata dal mio grande amico e graphic designer della Voolcano Harmonix Rec. Francesco “Mopo” Minopoli che ha interpretato la mia musica con un’immagine che spazia tra il metafisico e le copertine eclettiche delle libraries degli anni ’70.


10
– “Birth of an idea” esce per Voolcano Harmonix records. So che hai fondato insieme ad altri l’etichetta … mi dici qualcosa sul vostro progetto, sul roster, sui vostri scopi? Come vi state muovendo insomma.

La Voolcano Harmonix cerca di divulgare la musica elettronica di matrice mentale scegliendo artisti che hanno l’esigenza di dire qualcosa di personale con il proprio linguaggio. Continuiamo a reclutare produttori affini al nostro punto di vista musicale muovendoci in scenari urbani ed elettronici, italiani e non, con l’unico intento di fornire agli appassionati del genere release di livello qualitativo sempre crescente.


11 – Un nuovo disco Capeccapa invece quando ce lo possiamo aspettare?

Non te lo saprei dire, spero al più breve possibile! Purtroppo i bisogni della vita reale ci portano ad allungare i tempi spesso contro le nostre volontà

12 – Altri progetti ai quali stai lavorando invece?

Ho molte cose in cantiere una delle tante è la realizzazione assieme a Giovanni “Blob” Roma, l’ingegnere del suono che cura tutti i nostri lavori ma anche lavori per tanti artisti di spessore, l’arrangiamento e la rivisitazione di alcuni classici napoletani per il disco di una delle più grandi interpreti della canzone classica napoletana: Consiglia Licciardi, nonché mia madre, altri lavori sono in una fase embrionale ma presto vedranno anche loro la luce e spero di parlarne presto con voi.