A Londra il 10 Agosto la prima di “The Cry of the Double Bass”, un’opera che sfida i preconcetti sugli Artisti. Intervista al coreografo Riccardo Buscarini

1 – Raccontami un pò di “The Cry of the Double Bass” … di cosa parla quest’Opera?

The Cry of The Double Bass” racconta la storia di un artista senza nome e il suo viaggio dall’infanzia all’essere un musicista compiuto. Il lavoro esplora la sua mutevole relazione con la musica e il contrabbasso, mentre combatte per realizzare il suo sogno. “The Cry of the Double Bass “ è una fiaba che mescola un certo “dark humour” e un certo pathos, in quanto affronta le sfide in cui credo tanti artisti – ma non solo – si potranno riconoscere molto bene. Prima opera del compositore e contrabbassista Sebastiano Dessanay, questa composizione ha la musica e l’esperienza musicale come suoi temi primari; un esecutore, i suoi genitori scettici, il suo nonno artista e una presenza misteriosa e un po’ inquietante che aleggia su tutta l’azione sono i protagonisti intorno a cui la trama si evolve.

2 – E il tuo ruolo qual é?

Sono molto orgoglioso di essere parte del cast in qualità di regista e performer. Il mio ruolo in scena è quello di Big C, il “cattivo”, una presenza più immateriale che fisica, una sorta di Grillo Parlante – però oscuro. Sebastiano, il compositore di The Cry è un amico e collaboratore dal 2009 – quando ancora frequentavo la London Contemporary Dance School. E’ un vero onore per me avere la responsabilità di dirigere quest’opera i cui temi mi toccano molto da vicino.

3 – Cosa c’é di tuo nel modo in cui l’hai diretta? Che contributo e valore aggiunto credi di dare?

La mia regia per questa occasione – il Tête à Tête Festival concede uno slot di massimo un’ora alle compagnie scelte, per cui presenteremo solo il terzo atto dell’opera e un preludio narrato – si focalizza su tre elementi principali. Il primo è il personaggio di Big C che interpreto come burattinaio/narratore dell’azione dei primi due atti, mentre nel terzo atto verrà presentata la sua progressiva “caduta” che condurrà ad un lieto fine. Il secondo importante elemento è il movimento: sono un coreografo per cui le prove si stanno concentrando sulla caratterizzazione dei personaggi anche dal punto di vista del linguaggio non verbale, uno dei pilastri del mio lavoro coreografico. Ultimo importante mezzo scenico su cui stiamo lavorando è la luce: l’opera infatti si articola in una costante lotta tra le forze del bene e quelle del male i cui poteri verranno rappresentati attraverso fasci di luce molto forti a dare allo spazio un’atmosfera straniante e quasi noir. Per questo sto collaborando con il lighting designer Alex Johnson.

4 – Fra l’altro il tema é attuale. Sempre più spesso si parla di depressione nei ragazzi. Causata proprio dalla sfiducia dei genitori nel seguire le loro passioni o indoli. Con questa opera che messaggi cercate di trasmettere?

La creatività, la ricerca interiore e spirituale dell’artista e il modo in cui la società percepisce lartista sono i temi importanti di questo lavoro. Il messaggio di questa opera/racconto di formazione è molto semplice e allo stesso tempo sempre molto forte e attuale: “segui la tua identità”. Che è un po’ la sfida di una intera vita, perché è già una sfida conoscersi e sapere chi si è veramente, e riconoscere quali sono i nostri desideri per trovare la nostra vera direzione. Questo aspetto è quello che mi piace più dellopera perché questa ricerca continua – in un senso artistico, di linguaggi, forme e anche da un punto di vista personale – credo mi appartenga molto.

5 – Quanto é difficile vivere con il lavoro che fai tu? Quali sono le reali difficoltà?

Il mio lavoro è il più bello che c’è … quando c’è! La grande sfida è la sua assenza di stabilità: la danza è una forma d’arte molto costosa, ed allo stesso tempo molto effimera. Per preparare un progetto, trovare il supporto opportuno alla sua realizzazione -persone, fondi, spazi, tempi – e poi comporre un’opera richiede moltissima determinazione – e tantissimo tempo. La situazione culturale e politica in cui versa il mondo in questo momento non aiuta.


6 – Quando hai iniziato … che riscontri hai avuto con la tua famiglia?

Ho iniziato a danzare quando avevo 17 anni e credo di essere stato molto fortunato nella mia vita personale e professionale, che poi, nel nostro mestiere di artisti, finiscono un po’ per coincidere. Sono cresciuto con i miei nonni materni, due persone molto forti e sensibili, che mi hanno sempre sostenuto e tuttora lo fanno venendo a vedere i miei spettacoli quando lavoro a Piacenza, la mia città. E’ da loro che ho imparato la cura per le piccole cose, il valore del lavorare duro e, allo stesso tempo, la saggezza di arrendersi alle cose così come sono, con dolcezza.

7 – Tornando un momento a “The Cry of the Double Bass”. Dove sarà la prima a Londra? Ci lasci qualche informazione sui biglietti e orari per chi volesse venire?

La prima dell’atto terzo di “The Cry of the Double Bass” avrà luogo il 10 agosto alle ore 19 nello Studio Theatre della Royal Academy of Dramatic Art nella cornice della decima edizione di Tête à Tête, un festival che negli ultimi anni ha fatto tantissimo per promuovere l’opera contemporanea a Londra. Per il team è un grande risultato poter presentare l’opera in questo contesto. Per più informazioni e biglietti ecco il link http://www.tete-a-tete.org.uk/event/the-cry-of-the-double-bass/  ! Si può anche sostenere il progetto attraverso una campagna di crowdfunding: https://www.indiegogo.com/projects/the-cry-of-the-double-bass-a-chamber-opera/x/14900767#/

8 – Domanda conclusiva …. stai lavorando ad altri progetti ? Ti va di anticiparci qualcosa?

Dirigerò Il Barbiere di Siviglia di Rossini a Piacenza, il 9 settembre, in Piazza Sant’Antonino a quattro mani con Giuseppina Campolonghi. Questo è un evento che consiglio molto, che include una cena e la performance di questo capolavoro in una delle piazze più antiche – e secondo me suggestive – del Nord Italia. La mia prossima avventura invece si intitola “L’età dell’horror” ed è un duetto maschile sulla paura e sul tenersi per mano per sconfiggerla che usa i contrappunti de “L’arte della fuga” di Bach come colonna sonora e che debutterà il 16 e 17 novembre al Teatro PimOFF di Milano. La prossima stagione mi riserva anche un altro evento molto particolare ad aprile in chiusura di Tre per Te, questa volta a Piacenza… di cui però non voglio svelare troppo. Per questo vi invito a seguire il mio calendario su www.riccardobuscarini.com!